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Full text of "Maria di Brabante : melo-dramma eroico in due atti"

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6 ^ # «> ; 



MARIA 

DI BRAB ANTE 

MELO-DRAMMA EROICO 

72V Z/tfJS 
DI GAETANO ROSSI 

Music* del Maestro ALBERTO GUlLLIO» 
Pemionario d^" S. M. il Re di Francia 

DA RAPPRESENTARSI 

»EL GRAN TEATRO 

LÀ FENICE 



t4*m i mmm 

' IN VENEZIA 
TlfO^KAflA CIUM. 

i 



rr Ha 




MUSIC UBRAW 
UNC--CHAPEL Hill 



ARGOMENTO. 



a I 
* 



J? 1LIPP0 Terzo, detto V ardito, era succeduto al glo- 
rioso suo padre Luigi Nono - (S. Luigi ) Egli avea rido- 
nata la pace, la tranquilla prosperità, colia più saggia 
amministrazione, alla Francia. Vedovo da var} anni, pa- 
dre d'un unico figliò, ma di caduca salute, cesse ai vo- 
tj del regno, contrasse un secondo matrimonio. 

Maria di Bracante, V ambita donzella da tanti So* 
vrani, divenne sua sposa. Natura le avea prodigato tut- 
ti i suoi doni . ì{ cielo le avea concesso un'anima te- 
nera, 55ub|lime, e pia; e i| di lei padre, il famoso En- 
rico di trabante, era superbo dei prodigiosi talenti che 
avea in lei coltivato, e per i quali era già celebrata - 
Essql brillava nella poesia, nella' botanica, che predilig- 
geva, nelle storie, nelle astronomiche scienze. Filippo l'a- 
dorò 7 n'ebbe prole. Conobbe ognor più il tesoro che 
possedeva, e in le? tutta ripose la confidenza de' suoi 
progetti . L di lei consigli, la di lej sagaci tàj e penetra- 
zione gli fecero trascurare i consiglieri venali, i mini- 
stri . Fra questi uno ve ti* era , il di cui favore prodi- 
gioso sembrava . Si chiamava costui Pietro de la Bros* 
je- Già barbiere di Luigi nono^ passò al servigio di Fh 
Jippq, che talmente si compiaceva delio spirito, del lin- 
guaggio, dei vivaci talenti di costui, che lo nomino sua 
chirurgo, indi lo ammise alla sua mensa, e ne fece il 
suo favorito. Affascinato il Re dagli astuti modi' del 
suo protetto, dalle menzognere proteste, e dimostrazio^ 
nj affettate di zelo, e disinteresse, sotto le quali ' cela- 
va la sua perfida ippocrisia, la sua estrema .ambizione, 
}o promosse al rango di grande Ciamberlano, lo crea 
suo prinjo ministro, e lo nobilitò col titolo d'Alto Ba- 
rone di Luxeuil— Fu immenso lo scandalo alla corte di 
Francia per tale innalzamento. Ma il potere, il credit 
io del favorito fecero tacer gli uni, guadagnarono gli 
altri, e m terminò col non più arrossire neli' adularlo, 
| rendergli gii canori dovuti alle sue eminenti funzioni^ 



/ 



ù % 

U matrimonio di Filippo con Maria di Krabàn?/? f 
ascendente legittimo che questa kkllzi e virtuosi regi* 
ha prerìdeva sui cuor dello sposo, àlkrmarono il aJfc* 
io' Ministro. Osò costui d'altronde alzare sguardo im- 
pudico su lei. Ella già lo dliphzzzm: aveagia comin- 
ciato a smascherarlo agli ocelli del R-s . Pietro s'accor- 
sa della fr ddezza di Filippo, e pento ai mezzi di pre- 
venir la sua disgrazia. Lu<gi, figlio del primo letto di 
Filippo, erede dei trono mal soffenvà il nuovo mari- 
Wggkl del pidrt:: abborriva la maìrigna. Pèrfidi adu- 
latori , più perfiie insinuazióni di Pietro forrìentarono in 
esso un'odio che non Sìpev* più disimulare. Oli solo 
gióvane P.,g:io dì Lug, di lui pred etto, creato da 
poco Cavalli , Emericù figlio del favorito difendeva al- 
elidente la Regina, e in tJ nudo, crie sdegnatosi Luigi* 
lo bandi ddlU corte. Forse il giovine Em-rieò non co- 
nosceva l'affetto eiie l'animava alla difesa ddìa Re«i- 
Ila, ad »rava in essa la vrtù , se lo persuadeva, taceva* 
e n'era contento. Le Regina ogni m zzo tentava onde 
cattivarsi f ariiitìo del giovine Luigi colla dolcezza coi 
riguardi, collà spnjniessione. Filippo onde la pace ri- 
condurre nella sua famiglia* pensò d'associare d figliò 
all'impero. Fu desinato il giorno; tutta la Franca 
accorse al reaìè castello di Vincennes. il g?òv?'ne l ui a i 
nel giorno precedente si pac fico con Maria, accettò uà 
di lei convito?... ma sul finir oella festa dell* iiicorona- 
mento il giov ,n,i Re mor> quasi subitamente. Qualche 
istorico pretende che la Bróssè l'avesse avvelenato on- 
de imputare il delitto alla Regina'.- Checché ne sia 
tjuesta morte repentina servì di pretesto pel fantosò 
processo di Maria di Brabmte, epoca sì decantata ne! 
*egno di Filippo l'ardito. 

A calo epoca comincia V azione * 



j 



PERSONAGGI. ATTORI. 

FI TJP PO Terzo, RediFran* 
eia Sig Bonfigli, Primo Tenore 

di Camera e Cappella di 
S. A R. & Infante di Spa- 
gna , Duca di Lucca . 

MARIA di BRASANTE d« 
lui moglie Sig a Car adori Ali an. 

PIETRO de la BROSSE , Ba- 
rone di Luxeuil Sig Bianchi. 

EMBRICO di lui figlio Sig * Pellegrini , Cantante M 

Camera e Cappella di $? 
M. il Re di Baviera. 

ADELARIO di NIGELLE 
l'Ispirato Sig* Antoldi. 

CARI/) di MKtUIf Sig. Popchini Cavalieri, 

ALISIA congiunta di Maria Sig.a N. N. 
Ua figlio di Filippo, e di IVJaria d'anni 4. 

Coro . Statisti ^ 

Nobili di varj Stati. Gentiluomini. 

Pari, Giudici, Paggi , Scudieri, Araldi, 

Trovatori J puardie Reali* 

Pastori • Soldati, 

Soldati . Contadini . 

Popolo . Panile, e Damigelle 9 

Danzatori, Danzatrici 
BANDA, 

f/aaioiit nel pattilo 4i VinttUM*. Epoca IJ?V? 



V 



Compositore de 9 Balli 
Sig. CORTESI ANTONIO . 



Primi Ballerini serj Francesi 
L« Febvre Augusto. Pèan Paolina V 

J Primi Ballerini serj Italiani 
Legros Giovanni. Grassi Adelaide; 

/ • ■ ,* ., * . . . • 
Primi Artisti serj assoluti per le Parti 

Molinari Nicola. Pallerini Antonia. 



Primo Ballerino per le Parti 
Nichli Carlo. 



Altri Ballerini per le Parti 

D'Amore Michele , Pallerini Giro!, 0 , Romagnani Ci iìì ìk 
Tarmarmi Filippo, Gullia Antonio . 

Primi Ballerini di mezzo caratteri 

Coppinf Gioacchino @ Adrienne Diani 

D' Amore Michele (j, Besozzi Carolina 

Diani Gaetano fa D' Amore Carolina 

Gullia 'Antoaio 1 Nichli Maria 

Mattis Gioacchino Pallerini Celestina 

jMomallegro Giacomo v Romagnani Giulia 

faganetti Carlo V Stefanini Settimia 

Tarmalìini Filippo.* $ Tarmanini Clemétttiltfc , 

Ko l%. Coppie dì Corpo di Ballo, 



l 

7 

Maestro e Direttore drtV Operà > 
■e Capo Orchestra 

Sig. Tonassi Pietro. 

Primo Plotino de* Valli 
Sig. CapiTanio Gerolamo. 

Trima Viola 

Sig. GlSONI ANGELO. 

Primo Violoncello 
Sig. Bruno Ignazio. 

Primo Contrabasso 

Sig. FORLICO GIUSEPPE. 

Primo Flauto 
Sig. Scapolo Aggelo. 

Primo Oboe 
S»g. Pighi Luigi. 

Primo Clarinetto 
Sig. Salteri Gerolamo. 

Pritni Fagotti 
Sig* TjBURRitf Giòì Battista . Cazzi Vincenzo % 

Primo Cornò 
Sig. Ziffra Antonio. 

Suggeritore 
Sig. Favkktto angelo. 

Pittore delle Scene 
Sig» Gianni Giovanni di Firenze. 

Macchinista 
Sig. Zecchini Antonio. 

Vestiaristi 

ì Signori Guariglia e Calussi. 

Attrezzista 
Ste. Gallina Pietro. 

Copisteria di Musica 
•Presso il Signor Camillo <2ulKCr. 



ATTO PRIMO' 

SCENA Pftiifà* 

Atrio attìguo alle tafe reali. 

Guardie, in tutta gala disposte. Gentiluomini, Pd^gi, 
Scudieri^ a varj gruppi. Il silenzio della notte, vi* 
eina al mattino, è interrotto d i suoni di danze, <t$ 
lietissime voci, eh; di dentro cantano in 



Coro 




oncenti, danze , cantici 



Precedono , festeggiano 
Vicino a comparir- il più bel dì* 
E giusto mai così, 
Più caro fu il gioir . 
Speme di tanti popoli, 

Del padre illustre orgoglio, 
Monta Luigi al soglio, 
Compagno al genitor. 
Di gloria e di piacer N 
Per noi qual lusinghier- grato avvenir ! 

(le voci si allontanano. 
AdelArio ( comp&riscc àa una porta - avanza lentamen- 
te, faticato: ossema d' intorno. Tutto in lui mostta 
esaltazione mistica . 

Ecco la reggia... ed ella ov*è?... Ah! Clietardo 

Arrivai forse:- e il tradimento!... e intanto 

La vittima ! ! . . ( si presenta a una porta che intro- 
duce alla sala naie, e si volge alle guardie. 

Soldati, alla Regina... 

Vederla io deggio .> . a lei parlar - Arrivo 

Da lunge imito» . , e appena, 

Lasso mi reggo - À nome 

Del Cielo io vengo - A lei 

Guidate i passi miei ( le guardie incrociano le 
alabarde, ma rispettosi : qualche gentiluomo, e paggio 
che V osservano con ammirazione , e riguardo gli ac- 
cennano d > attendere, e riposarsi. 



IO, 

Or non lice? - s'attenda. - Così dunque 
E' destinato . - (cup itrìente - siede su d' uni scrah- 

na ( s' agiti, e si concentra. 



Musica di danza d ili i sala. 
Adjs. (scosso si alza, e con f rem. tu, e sfo zj ) Oh sorte! 
Feste.'.. Q»oj-?.. e la imfie. 1 - 

, terribilmente s' appogja ad una colonna . 
Coro (avvicinandosi ) 

FJ sso a c .miparir - il più bei dì h 
Di gloria e di piacer 
Per noi q ral lusinghier - ^rato avvenir! - 
Pietro ( esce dalla porta aelli S ila re ile - le guardie rial- 
zino le al ibi de, e gip tni)'ioono e I genii'uomi* 
ni ) e tutu si alz ino, e si schierano in atto di rispetto* 
A me s.)io, al ujj\/j giorno, 
Di gioir a mi si spetta - 
Paga fia la mia vendetta - y 
Pianto, sangui mirerà... 
A xtg aar io già ritorno, 
Là Japerfea omJ .cairi. . 
Ade. ( si volge, lo r affi >ura, e colpito d i fremito scostati- 
E cai l . . M jSlìo ! . . . cae orrore ' dosi, 
! . SCEMA li. 

Corteggio reale dalli sala- Dame, Cavalieri danzan- 
do - Provatori - Pnt'o 01 iic>nco i Filippo chi v • 
stilo in abito reale, s\ avanza accompagnalo da Prin- 
cipi , Dadi. , te. ec 

Cavalieri, Trovatori in Coro, e danza. 
Canta v canta., o Trovator , 
Nella reggia dei piacer, 
Canta glorie,, canta aimr , 
Gioji ispiri il tuo pensier . 
Tró. k Roim un di Nnma vanto 
Di pietà di p ice il Ile , 
Or, Filipp>, ai Nama in te 
Alia Francia il Ciel donò. 
Ma di lui più. gran ie ancor , 
Sii felice gemtor - 

É ia Pratici? a te dovrà ) coro gener. 
Hatù'à , Eroi per lunghe età. ) ripete. 



i V 

E P età, che nella storia 
Più bei fasti segnerà , 
Sara questa, che a tua gloria, 
11 tuo nome porterà . 
Certo grido di vittoria 

Quel gran nome ognor sarà , 
Nome augusto , che nei cori, ) coro gener, 
E ne' secoli vivrà. ) ripete. 

flL. Se tal vanto a mortai lìce 

Io mi trovo il più felice: 
Lieto sposi, - Re sì amato, . - 

Fortunato - gemtor. 
Sì felice il caro figlio, { 
Ciel , tu rendi, e serba ognor. 
Pie. eCono Sì - feljee il caro figlio 

Vorrà il ciel serbarti ognor» 
Ade. in Infelice! - Del suo figlio 
disparte La sciagura ignora ancor. 

{Ripigliasi la danza - il Coro ripete.) 
Canta canta, o Trovator , 

Nulla re_°g a 

ADE. (si presenta, e eoa ispirazione, e forza.) 

Cessate ! - 
Insensati! - noi sapete... 
Presso il feretro cintate. - 
.Esso sch udes.i - piangete - 
E gu l' Angelo di nurts (marcata. 
La sua vittima col pi . - 

(soi presa, e terrore universale. 
Fil. ( ravvisandolo ) Adelario ? 
P>RO L'Ispirato! 
Fil. Perchè tremo ? 

Pie. D* onde ei qui? 

Fil. Parla, uom pio, qual vittimai... (conansicf 

Ade. Tuo figlio - 
Fil. (colpito) Il figlio mio! 

Coro ( sotto voce ) Suo figlio ! . , , 

e> do/. ., 

Pie. ( con sarcasmo ) E oderesti ! . . . 
Fil. ( fon fremito, e pena ) Spiegati ? 

Chi "1 dis$e \ te?, 



1 1 

Ade. ( solennemente ) Il mio 15io- 

Coro ( sotto voce) II suo Dio ! . . « 

Fil. ( sforzandosi a non credere ) 

Va... Il figlio mio... là... in giubilo... 

( accennando le sale,. 
Domani ei regnerà, ; 
ADE (c. s. ) Tremi - per iui comincia 

Ora T eternità * 
Tutti. Ah ! * 

FlL, A quel terribile fatate accento 

Atroce fremito in petto io sento- 
Quella minaccia m'agghiaccia il cor* 

ADE. Giunse il terribile fatai memento - 

In Ciel segnavasi V infausto evento** 
Mi sento fremere - gemere il cor* 

Pie, Ecco il terribile fatai momento: 

La sòrte arridami nell'atro evento: 
La g'Oja ascondasi eh* io sento in cor, 

FlL (dopopauS'i) Ah! si vada,.* esciam da questa 

F ei a angustia ... ( avviandoti . 

Mel. ( escendo tristissimo , e opponendosi rispettosamente^ 
a Filippo) àire . . . arresta - 

Fil. {più agitato) Come?... forse*... il figlio mio!... 
lo f ho a te fidato - 

Mel. (vuol parlare , enonpuò) (Oh Dio !) 

Fil. (±onan*ia j, angoscia, e terrore}^ M mio figlio!.., 

Mel. ( esitendo con pena ) Ei piii non è l m 4 

Fil. ( con gr ido ) noiì è?... 

Mel. (prostrandosi e piangente ) No - 

Y \L A con disperazione ) Più non è!... 

Coro (ripete cupamente) 

Insieme. 

FiL. Ah!- lasciatemi : invan m T arrestate- 
lo vederlo vo ancor: abbracciarlo - 
DelT amaro mio pianto bagnarlo, 
E su d'esso morir di dolore- 
Caro figlio )... Da me v' involate • 
Più non odo conforto consiglio - 
Perdei tutto, infelice! nel figlio* 
Per me tutto -or è lutto, ed orror. 



- fi 

Fik. Ade. Vieni, o Sire, nel sen de' tuoi fidi ^ 
Mel. e Piangi : sfoga fa giusta tua pena : 
Cono T'allontana dall'orrida scena: 

Vano è opporsi del cielo al rigor- 
Deh' ti calma... Ti regga, conforti 

rv --.a d' amistade ui^Ji^V 
Di virtù,,. . , r accento. - 
Mi pietade 

Il bel giorno di pace, e contento 

Si can r 4 ; ò tutto in lutto* ed ©rror. 

( Filippo s' abbandona poi sulle braccia di Melun - Adela* 

rio lo prende per una mano? e alza V altra versò il cielo - 

Melun piange su Filippo ~ Pietro in un rapido tratto di 

espressioni fascia scorger? it contento di un trionfo, e si 

ricompone poi a tristezza - Il Coro in analoghi grup* 

pi, e si andrà dispeidendo , 

FiL.( scuotendosi) Ai* quii' esangue spoglia.'... 

( come avviandosi impetuosamente verso la sala,. 

Pie, ( opponendosi ) Oh lunge ... 

Mel, ~ Sirei... 

Ade. ( con emozione ) Filippo f... 

Fil. ( desolato ) I j figlio 

Pia. Io nesso 

Vado, o signor - Cornai trionfo.) passa nella sala, 

Fil. ( con voce d f oppressione ) Ancora 

Son pochi istanti , ed un mortai non v # er* 

Al par di me felice - 

Passaggier^ 

Felicità è quaggiii?- 

Fil. ( come sopra ) Perderlo.'... e adesso.' 

Così f- Ma come !... ( con forza a Mei e Coro ) Il passa 

Ornai sgombrate - io ve V impongo - lo voglio 

l'à penetrar - 

W £ « C con affettato raccapriccio ) 

Ahi no: Siie... che orrore lj£ 

F IL . Dunque ! ... . 

?« E* nej ciel ... 

Fil. ( avviandosi ) 14% aln?en ... 

Pifi. ( marcato ) Resta -il tuo core 

Non regger! * Ti piaccia 

Comandar che s'aduni il tuo consiglio - 
Fil* Non ci vedrò il mio figlio.'... ( fi un cenno a$kì 



fi 

E la Regina?.., 

Mel. S'era appena allora 

Dal tuo Luigi essi divisa - e ignora 

Foise ancor la sciagura- (parte. 

SCENA nr. 
Filippo, Adklarfo, Pietro. 
Ade. (marcato) E fia sciagura a lei fatai , tremenda. - 
Pie. ( con significato ) 

Di Francia al trono or libero è il sentiero 

A di lei figli - E di Matrigna il voto 

Forse compì tal morte . 
Ade. ( a Pietro ) E ardisci ! Pietro , 

Trema di sospettar. - 
Pie. Non io . . . Ma tanti 

Sospettati già - là sull'esangue spàgli* %. 
Fil. ( colpito ) Cielo 

ADR. (a Pietro) Vuoi tu più ancora 

lì c >r del tuo Sovrano 

Straziare , àvv* leti ir l 
Pie. ( mateato, malignamente) Altra è la mano 

Che sa c>m r >or<o, ed il yelen si poi 

Versar, spietati, a regio figlio in seno- 
Fl£. (con impeto) Velen!... 
Ade. ( Che orror f ) 

Fil. (con grido, e fiero) Che hai detto tu?... Veleno? 

Giusto Cielo!... E chi mai?... 

Già fremo . 

Pie. Cara mano... (con arte. 

ADE. E tenti ? .. 

Pie. J.eri . . . presso la Regina . . . 

A quel fatai banchetto . . . 

Tuo figlio , . . 
Ade. (con fremito) Atro sospetto!... 
Pie. Nappo di mor^e! 
Fil. Ed* osi?... La mia sposa 

La sua madre !.., 
Pie. (con forza) La sua madrigna... 
jFil. (oppresso) Taci... 

Va ... noi credo ... non è no ... và . Gran Dio ! 

E intanto... che pensar, che far degg' io? (parte* 
AD£ . ( severo a Pietro) E tu ! 



Pie. ( freddamente ) Servo al dover, alla mia fedei 

(parie. 

Ade. Ma crema Iddio gii dentro il cor ti vede, (parte . 

SCK M,& IV. 

Amena pianura, con casolare alla dèstra, tra gli al- 
beri d'un giardino si scorge l'esterno di magnifica 
casa di c impagli j. - Da Usuano il castello di Vin- 
cenn^s . 

Villici, in abito di festa che raccogliendosi 
lietamente cantano in 

LORO. 

Là nei cinipi, tatuando, 

E grondando di sudor, 

Va cantando, e sta pensando 

Alia f su il ouoi cultor... 

È ai la bella del suo cor* 
Della festa giunti il dì 

S' abbandona al suo piacer - 

Scorda quanto gii sodYì 

Fra le danze e tra i b'echier... 

Colla bella dei suo cor- 
Làj... comp igni ■ .... Li!... danziamo... 

La!... c aìu a m > fra i bxchier, 

Viva B^cco , viva Am u* !... 

E la b éU i d i tiro or ... 
( uniscono > ed entrano gìulivamentè % 

,y.„ i: -n a v. 

Èmerico, lentamente fermasi, e rivoltesi coli 9 occhio 
fisso al c niello di Vinctnnzs : avanza poi mostran- 
do tristezza, e passióne , 
Emk. io lo percorsa tutte queste amene 

Piagge felici , che fra istanti, e ... oh Dio! 

Foisj per sempre aobandonar deggìo - 

Un triste ultimo sguardj 

Vohi , da lunge, a quel regal soggiorno, 

Da cui l'augusto figio 

Me condannò ad ingiusto amaro esiglio . - 

Me... dall'infanzia il prediletto amico!.. 

E percnè? — perchè osai 

Difender la virtù H ^uro esaltai 

Della Regino il cor ■* Luigi in lei 



16 

Àbborre la madrigna . . . e uti odio éguàle 

Sospetta in essa. .. odio in quel cor?.. Gran Dia'"* 

Tu che il suo cor formasti : 

Tu che un' Angelo in lei pjr noi creasti, 

Ah! dì tu se Maria... Ma perchè?., com3 

Sì scossa è l'alma mia sempre a quel nome 

(0 ancentra tristamente. 
Ne la vedrei mai più ! ( mentre s'avvia odesi da 

lontano il Coro, che poi comparirà in gruppi 

di terrore y e tristezza . 

CoRÓ 

Oh delitto ) — quale orror ! 
TerribU dì! 

Non più danze, non più canti : 
Or sospiri, lutto, e pianti — 
Gioja sparì.— 
Della Francia Io splendor 
Altra nube ricoprì.— 
Eme. (sorpreso) Cieli che: ascolto/— che fia? 

Coro (escendo) 
Della Francia ghna, amore... 
Dall'età nel più bel fiore.,. 
Egli perì ! — 

La Regina-! — Si reo cor! — 
Empia così .' — 
Oh sciagura/ quale orror ! 
Terribil dì ! ~ 

Eme. (colpito) La Regina ì y e che mai ! - Fermate, amici * 

Ah, dite — e che piangete ? — 

Chi perì? 
Coro Tu non sai !.. 

Eme. (con ansia) Voi nomaste ... fremendo... 
Coro Tradito il giovin Re - 

Eme. Gran Dio/— che intendo! 

Il mio Prence!— il dolce amico! — 
Qual rea man potè in quel seno! — 
Coro (con fremito) La vendetta... un odio antico.'-. 

La Madrigna ... fu veleno — 
Eme. (con foco) Vii calunnia!— la Regina! 
E la Francia il crederà? 



- <* 



C0R0 A ur^gìudi2io si dentina ;$ 

Forse morte subirà — 
Eiwb. (con entusiasmo) Nò — non morrà misera; 

Ella è innocente il giuro.— 

Di sua virtù s curo 

Me suo campion vedrà — 
Coro (sorpreso) E dunque vuoi ? 
Emk. Difen4erla- 
Coro E ti confidi ? 

Eme. In Dio.- J 

Dell' innocenza ei vindice > 
Ei guida il braccio mio-* 
Vita serbarle e gloria 
Qual gioja a me sarà ! 
All'armi... il brando»., io volos 
Virtù trionferà 
Coro Và — s'è innocente, salvala - 
Teco si scorge un Dio-* 
Vita serbarle e gloria 
Trionfo tuo sarà . (Emerìco parto, 

(R Coro va disperdendosi* 
SCENA VI. 
Appartamenti reali su giardini pensili.' 
Marta, qualche dama di seguito: due paggi, ch$ 
restano a distanza- AListA a suo tempo. 
Mar. Ove m' aggiro ì E' questa 

Pur la mia reggia!- e quii sorte funesta 
Tutto cangiò per me repente !- Amata 
Da' sudditi -Beata 

Dell'amor del mio sposo.. ^ or par che ognuno 
Da me s'eviti - E il mio consorte istesso!... 
Mentr'io pel figlio estinto a consolarlo 
Tenera m' affrettava, 

E gli apria le mie braccia... ei s'arretrava..» 

Qual fremente da se mi respingea . . . 

E un guardo mi volgea ... 

Che sguardo, o ciei'-non era di dolore *r 

Q$Iq in pensarvi ancor; parea et' orrore • 

Orrore 1 orror per me ! - 

♦ Ma, Giusto Dio.» perchè?* 
Finora $qì 4' m<& 



i 



Tu palpitasti, o cor^ 
E dolce il palpitar 

Era così- 
Si bel destin cangiò : 
Pace più al cor non ho* 
E tutto, ohi mi* tremar 
Mi fa- in tal dì- (resta pensosa: piangè. 
kbv (col figlio di Maria e accorrendo ad essa, ^pr et. 

Tu p ; angi ! oli !" ti conforta- eccoti il figlio. - 
Mar. Ah r vieni al mio petto, o figlio diletto, 
O pegttó soave di tenero amor- 
Al dolce sorriso, fra i baci innocenti, 
Timori, tormenti già scorda il mio cor* 
Alisia, o tu, a me cara 
Più die di sàngue, d'amistà , Tamara 
Mia sciagura conosci? 
Ali. (marcata) Oh quanto! assai ! 

Più che tu non lo sai - 
Mar. Ma che? 

Ali. intórno al cor tutta raduna 

La tua forte virtù -Crudel fortuna 

T* appresta a cimentar - 
Mar. Palla - Tremendo 

Tu minacci mister*) . 
Ahi. E' per te sola 

Mistero ancor.— Saprai... 

Pur troppo.' 
Mar. 1 Ah f dì.. . 

AD. Ma il Re ver noi s'avanza. 

Mar. (con tenerezza) II mio sposo... 
Ali. (marcata) il tuo.Re!-- Maria, costanza, (si ritirfc. 

SCENA VII, 
Maria indi Filippo . 
MAR. Oh mio figlio'— Al tuo padre... (baciandola 

Per m^- Dio .' Come cupo, concentrato ! 

S* arresta ... Fisa il cid . . . sospira • • • freme l -, 

Eccolo - ed io non osa ! - 

E perchè*. . . 
Fil. - Santo vero , spaventoso, 

Come ti scoprirò f r quando !- 
"War. (timida y € affettuosa) Filippo ! . • 



fil. Tu qui ? . . Tu ! - Che ricerchi? (£rat&. 
MAR.(come sopra) Il mio consorte - 
FiL. Il tuo consorte ! 

Mar. (co» tenerezza) U padre, (presentandogli il figliò. 

Di questo .. . 
Fil. (corc trasportò d'affezione) Oh caro figlio! 

(/o ò^cia ; poi come colpito dà ierUbile idea, e freni ) 

Va. Toglilo al mio sguardo- Ei forse.'.. 
Mar. (consegna il figlio aà una Dama, che parte con esso. 

Dio ! . - (poi con ingenuità, e penà* 

Filippo! - e che 'ti Tèci? oh parla - 
Fil. (con frernito represso) il mio 

Luigi L . (si copre gli occhi) 
Mar. Oh ! il piangi - Il piansi 

[o pure- E' giusto il tuo dolor .. 
Fil. (con forza) Più giuttà 

Ne sarà la vendetta % . . 

E la voglio terribile - 
Mar. (sorprèsa) Che dici?.;* 

- Égli-., 
Fil. (marcato) Morì tradito - 
Mar, E chi fu il traditor?.. 
Fil. Noi so- ; t >t 

Mar. (con passione) E il tuo ciglio 
, Fisi in me così fier?- 
Fil. „ ÌVlió primo figlio 

Ei doveva esser Re - La di lui morte 
„ Tolse a te un irimìco. 

Mar. Nò-! Ch' ei non Pera più- Di quel^anti# 
Suo livore io già aveva trionfato- 

r4 Tu il sai - 

Fil. So, che Invitato 

Dalla Regina... jer, la mane istessa 
Del suo morir, solo con lei, mio figlio./» 
A un convito gustò... presso il feretro, 
Un' effimera giòja, ei sperò alfine 
Una madre ti ovar nella mia sposa. 

Mar. E madre io gli fui sempre ... ed amorosa l 

Fil. (con forza, e fissandola) E perchè dunque è mortài 

Mar. (colpita, immobile) Grswi Dio! f 

Fa. (cerne &pr*) Tu ti confondi ! - 



Ma*, (amia) Crei! si potrìa! 
Fjl. [come prima) Rispondi - 

Mar. {affannosa) Tu chiedi?.. 
Fil. (terribile) Il figlio nvo- 

MAR.^co/icii^^ùà^ ep issione) E creder puoi ...Taf.. ch'io!,, 

A i. 

Mah. (co« tutto il dolore) 

Noii conosce.'! quest'anima 
Dunq ie l'ingrato ancor !«• 
Angoscia, orror mi opprimono . ,« 
Morte mi Strrfige il cor. 
Fllp Creder sì rea quell'alma, 

Ah ch'io non posso ancor* 
Angoscia, orror l'opprimono, 
A neh 'o li s nto al c or 
Mar. (con soffocamento di voce, convulsa d'orrore • 
sforzo) lo,., rea'.. Crulel!.. qui... (toccando- 
si il cuore, e cade nel suolo tramortita) ah!..moro- 
Fii,. (colpito) Cielo... che miro'., esanime!... 
Donne ! . . soccorso ? . . salvisi . . . 
(alle dame, che erano accorsa e la sorreggono , 
assistendola ) 

Ah! ch'io l'uccisi... io barbaro... 
(con tenerezza, e disperazionej 

Sposa... Maria... perdonami... 
Detesto il mio rigor - 
Ma già i suoi rai si schiudono . . . 
Ti credq, sì t' adoro - 
Per me ritorna a vivere... 
(Maria va riavendosi, ma tuttora colpita dall' 
immaginazione che la sorprese) 
All'amor mio sorridere 
Ch' io ti rivegga ancor. 

A 1. 

MAR. Dove son?- Che orror sognai 
D'atra colpa ei m'accusava* 
Il crudelf .. Tacciarmi osava!.. 
Non credeva al mio dolor - 
Sparve il sogno. . . ornai respiro * 
M4 che miro.' eccolo... ei ri le 

( tornando a deliri*. 



ìt 

ì\ suo èglio ci mi richiede..* 

Chi m' in/ola ai suo furor! 

A' tuoi p è ? consorte* io spiro *. • 

Ma innocente è questo con 
fit. (osservandola cvn tenerezza). 

Grazie, o Od - respiro ornai . ; * 

Tu la serbi a' voti miei - 

Ah! mi usti ancor in lei r 

Chi consoli il mo dolor. - 

Or si calmi quel deliro . • . (s f accosta a lei. 
E al mio seno*., oh sposa... riedì - 

No, il tuo re più in mi non vedi.*. 

E* il tuo sposo ... è seco amor ? 

Ah ! in quel suo trasporto io miro 

D'innocenza il bel canlor.- 
f IL. (con gioja, e tenerezza) Cara, m'aobraccia ornai 
Mar. {rasserenandosi) E cara ancor im ciiiami !.. 

E dunque ognor tu n/arni » 

Temerai più di mei. : 
Fil. (con trasporto) Non crederò che a tc#.* 

Non udrò più che amor - 
Mar. Il mio penar fu un sogno... 

E mi risveglia amor . 

A 2. 

La pdra giója di quest* istantè 
i S rbar costante il Ciel vorrà- 

É larva squallida d'atro sospetto 
Mai le nostr* anime nel loro affetto, 
Mai più dividere, turbar siprà. 

( partono abbracciati % 
(Al fondo s'incontrano in Pietro, e seguitò* 
SCENA Vili. 

FiLWò) Maria, indi Pietro, Carlo di Meliw* 

Nobili del Consiglio. 
Alisia d'altra parte, (tUafdie, Gentiluomini. 
Or vieni al tuo trionfo. - Eccoli appunto . - 

( l eggendo Pietro, e il segutiè» 
Pietro , con me gio'sci. 
La Regina è innocente . - 
Sì - appien convinto io sona 
'innocenza sua. - 



fiE, (con affettata sommcssiow, e tristez: 

Perchè noi possa credere ? 
FiL, (sorpresp) Che vuol; 

Tu dire? 
Mar. (turbata) Oh c'el! 
Vie. lo sono a* piedi tuoi * 

S ; re, perdona . Ma... 
Fil. (agitato). Segui - 

Pie. Odi i Fidi 

Del tuo consiglio t 
Mel. Siro, 

Il poi maturo esame 

Tolse ogni speme- Gii dal suo feretri 

Quglla vittima augusta 

Denunziato ha ii delitto.- ^ 
TiL. (colpito) Che ha? detto?- 

Mei,, (additando verso una stanza) 

Là, sono al t;uo cospetto 

Del figlio tqo gli sfigurati avanzi. - 

Su quel fronte, su qqel livido corpo 

La min 4* un Dio vendicator segnato 

Ha il regicidio infame ì 
Pie, Vien... guarda... e credi - (volendo condur Filippo, 
Fil, (retrocedendo, e voprendosi gli occhi) 

Oh Figlio Noli Figlio mio! 
Mar. Proteggimi, gran Dio! - (cupq pausa* 

Fil. E tutto a me d' irjtornq 

Qv* è tenebre, e duol!.. Pietro, Meluno, 

Voi m'offriste la vittima... Ma il reo?.* 

Tace ognun!., di nomarlo paventate? 

Chi uccise il figlio mio? Dite ? parlate... 

Chj gli porse il yelen?,. 
fi*. Rega! madrigna 

Usò già un di ristesse) rqezzo orrendo.^ 

Un' altrat Fredegonda . . . 
Mah. (con grido) Oh cieli - 

Fil. (tremando fremente) T Intendo ! 

Mar. (con veemenza) No- E che ardisci? Olà t'arrertt* 
{Esecrabile impostore !- 
Vii calunnia infame è questa... 
Che più vile ordì fi tao -core* " ~ 



Ma secura in mia virtucte 
Io dispregio un mentkor. 
(a Pietro con ira, e minaccia) 
E fia ver?.. Tu osato avresti.'.. 
E tu peifido a tal segno?.. 
Pietà invaa tu cercheresti ... 
Di perdon saresti indegno: 
A suoi pie T inganno svela, 
Poi t' invola al mio furor . 
ftE. (con simulato rispetto, e reticenza) 
Che dirò? che far deggio? 

E* ben aspro il mio cimento M j 
Della fè, del dover rnio 
Sacra al cor la vose io sento „. 
Ma d'un serto io taccio a fronte ... (segnanìoMan 
Serbo in essa a te 1* amor . (* Filippo. 
MAR. No: no. Parla, li regio serto 

\ ( levandosi la corona che porge ad Alma, 
Io rni tolgo- Dal mio trono 
Io discendo - Più non sono 
Or hi sposa der tuo re» 
L'accusata è innanzi a te; (con dignità e ferrr^ 
W Maria, straniera, sola- 
Senza scettro, ne potenza - 
L'armi sue son l'innocenza, 
Posta tutta è in Dio sua fe- 
Parla dunque- quali .. . dove (con forz** 

Testimoni v fatti • • • P r0ve ? 
fij. Saggi illustri del consiglio, 

Or per me voi rispondete - 

La colpevol confondete: 

Vendicate il regfo figlio- 
Chiara splenda ad ogni ciglia 

La tremenda - verità .. 
Mel. e Corq Di Maria nelle stanze a un convita 

Li, fu il giovine Prence tradito. - 
Mar. Giusto cielo!- e che mai proferite! 
Fil. Fia pur vero. 1 » e voi come lo dite? ■ 
Mel. Certe prove or vedrai dell' orror. 
(ad un cenno di Mt lun avanzano due Araldi - Ciascun* 
porta un bacile d' oro coperto di vdonegro* 



Pil. Mar* Ali. Non tremare, mio povero cor! 

MfiL.cCoRO Ecco il nappo di morte funesto... 

(alza ilv lo. e presenta a Filippa 
un nappo d'oro. 
Qui a Ltrgi il velen t$sd odrì- 
Al nostr' occ iio atcen ito qui un resto 
Di velen meìic' arte scoprì - 
Ecco un fior eh? la R j g ia 

( alza un* altro velo , e present i un fiore 
il Uuro roseo $ Oltander uerium. 
Coltivava con aimr- 
Quelìa foglia peregrina 
Chiude un succo struggitor. 
I>H silenzio* nel segreto, 
Ne stillo 1' atro liquor... 
E apprestò il velen così 
Ch i Lui°i a noi rapì. 
{Filippo è immobile V orrore, di pena, Maria colpita 
d* indegna zione, e affanno. ( Gruppi analoghi ) 

A 3- 

Fil. , e Mar* Pie. 
Quel veleno Quel veleno 

Nel mio seno Nel suo sen& 

Infelice?... La vendetta 

Si versò . Già versò . 

E* il mio fato E' il suo fato 

Già segnato: Già segnato R< * 



Son trad V* Punirò. 



Morirò . 

Mar. (mancando) Reggimi, Alisia... 

Ali. Miserai 

Fil. Oh Pietro!..* * 

Pia. (marcato) Pensa al figlio. 

Fil. vvJelun ! ... • 

M£L. I fatti esposero 

l Saggi del coasiglio... 
FiL. (con disperazione) . 

E mi straziaste V anima».. 

Ne veggo più che orror. 



%f 

f%%. Essi il dover compirono - 

Or a compir tu V hai - 
Maria que ? fatti accusano... 
Ch* ella risppnda Qrnai > 
De' Pari la giustiaia 
Su lei pronunzerà. 

MAR. C ron P erta ) Filippo Ir*:' 

Pil. Taci - lasciami - 

Mar. ( con più espressione ) 

Sposo ! 

Fil. 1 Ti fuggo. - 

Mar. ( supplice ) Ascoltami . 

Fil. Mei fier mio stato, intenderti .. 
Decider non poss' io 7 
T' accusano - A difenderti ... 
Se'l puoi - t'appresta - Addio - 
MAR. (in braccio ad Alisia) Oh DioN» 

Tutti . 
Qual astro fatale 

Splendeva in tal dì f 
Qual colpo mortale 
La Francia ferì! 

Fu. e Mar, ^ ^ W* 

Questf alma ferì! 
Fil. Pie. Mel. e Coro. Mar. (rianimandosi) 
|*e trombe Araldiche Al formidabile 
Squillino intorno: Consesso augusto 

I Pari invitino Cqp alma intrepida 
Ai nuovo giorno - Maria verrà. 

Nel formidabile Saprà difenderla 

Consesso augusto II Ciel eh' è giusto- 

II Vero, il Giusto Di trama perfida 
Si scoprirà * Trionferà . 

Pietà il colpevole Un traditore (verso Petra 

Non traverà Cader vedrà; 

Vendetta orribile A te il rigore (a Filippa 

Queir ombra avrà. Perdonerà . 

(Gruppi analoghi) 



Firn dell' Atto prime , 



■1.6 



ATTO SECONDO 



SCENA PRIMA. 

Gabinetto di Luxeuil . • 
Pietro arrivando. 

IT 

PlE. Jui deserta la reggia - Nei recessi 

I più solin°hi le sue pene esala, 

E le asconde Filippo - Quell'altera 

E' nelle proprie soglie prigioniera. • 

Cupi, confusi i Grandi 

Si dispersero - Tac'to terrore 

Dovunque regna - l'ansia è in ogni core.-' 

II popol freme della reggia intorno, 
E dimanda vendetta. - 

S'ode gridar - Morte a Maria,.. Oh? t'affretta* 

Ora di naia vendetta ! 

Io già... Ma chi s'innoltra! chi vegg* io? 

SCEMA II. 

Embrico in armatura, e Pietri. 

Eme. (correndo a Pietro) Oh mio p&tre! 

PIE. ( s' abbracciano) Enrico, ... figlio mio f~ 

Questo chc j ci riunisce 

E' un istante propiz o. - Ma alla Corte 

E che ti riconduca ?- 

Qui, a quest'ora notturna» 

Non t'attendeva - e armato 

A che vi ni ? 
Eme.( deliberato ) A difendei: la Regina r 
Pie. (sorpreso) Tu? 



17, 

Ime. Vilmente accusata . . - 

E' oppressa, abbandonata. - Io di già intes i (fremendo* 

Parlar di rogo- E i Cavalier Franfiesi (con foca* 

Dove sono? - $he fanno? 
Pl£. E)d oserai? 

EjM£. ( con entusiasmo) E giovift Cavalier... e quaudo mai 

Potè aspirar in sua primiera impresa 

A più nobili allor?... Della Regina 

Il campione io sarò -Vedrò l'infame (con disprezzo 

Che V accusò . , , 
fm. (con fremito) EmericoL. , » 
Rmr* ( con elevatezza, premendo la ma spada ) 

Il Giudizio di Diof- 

E tremi il vile ornai.- * 

Io lo combatterò* 
Pie. (fermo, e marcato) Combatterai 

Tuo padre ? - 
Emk. (colpito ) Tu ! - Ciel ! - crederlo poss» io '!- 

Tu, accusar la Regina!- 
Pie. Di lei 

Giudicheranno i Pari* (con amaro sorrisa. 

Dubbia non è sua morte , 
JEMB.Che sento! - e quale orribile speranza! 
PlE. La perduta avvilita mia possanza 

Risorgerà dalla sua tomba . - 
Eme. " fOhDio!-) 

Tu che T accusi rea la credi ? 
Wm lo vidi 

Morir il Prence , - # 
Emk.( marcato) E il Prence 

Morì vittima sua? 
Pus. ( severo ) Figlio ... 

Emk. Perdona.,» 

Ma queste morti •■ M 
PIfi. Ci hanno vendicato - 

( con espressione marcam* 

Non avrò più rivali. 
JSME. Quali accenti! quai sguardi H osato avresti?"*,. 

( con raccapriccio M e fremito* 

PIE. Salvarmi e trionfar* 

*m+(oppr*m, ^rivolendosi) Mxh che facesti!? 



i8 

(ina luce spaventosa 

Or balenaci mio pensiero, (retta cupamente pensose? 
PfE. ( carezzevole ) Or sorridi al lusinghiero 

Avvenir del gcnitor- 
Ème. Ah! smarrir la mia ragione (con anzia di rac~ 

Sento a orribile sospetto . # capriccio» 
Pie. Di tuo padre al dolce affettò $ 

Alla gloria volgi il cor... 
Emi. ( come fuori di se ) 

il mio padre. 1 e s'ei - Gran Dìo?... 
Fu capate . . , Un giovinetto l 
Una donna!... oli padre mio, ( con effusione. 
Deh!... pietà..* se irfami ancor!... 
Ti&.( severo, e minaccioso) . Il figlio mio 

Non cimenti il mio rigor - 
Emi. a i. Pii. 

No: tu non sei colpevole, Ti rendi già colpevole 
Lo spero , sì ,. lo credo. - Con que' trasporti insani. 
A piedi tuoi lo chiedo,... I voti tuoi son vani... 
T'arrendi al mio pregar.- E' vano il tuo pregar - 
Deh!... toglimi ali* orrore ( Eppur nel sen l'amore 
Di sospettar d % un padre- Sento parlar di padre. - 
Salvami dal rossore,... Taci, o rimorso , in core, 
O mi vedrai spirar... Non mi farai cangiar.) 
Eme. ( guardandolo > stringendo la di lui mano sul suo 

cuore) Padre 
Pie. (ancor incerio) Ma... che vorresti !- 
Eme. ( marcato) Delitti risparmiati*- 
Pie. ( ripigliando hi severità ) 

Cessa da insulti;.* e parti - 
Già ti soffersi assai • 
Emi. (con nobile forza) Ma tu la salverai - 
Pie. Non è più tempo {avviandosi* 
Eme. ( seguendolo) Salvala - 

Col labbro mio ti parlano (solennemente. 
Dio - la virtù - Tonor. 
Pii. ( è irrcisolutò) indi s' avvia ) 
Eme, Vai tu a salvarla ?- 
PfE. (deciso) l Nò- 
Euk,( con forza) Dunque,.. Io là salverò. 

(partendo alterato * 



PiÉ.fcon terribile espressione) E- Parricida! 
Eme. ( si ferma : ripete a mezza voce la parola - frerim * 
alza le mani alciefo, s'accosta a Pietro? e pom 
accento di grandezza, e mistero? e pena, fissando- 
lo ) ■ . Mail- 
Éppur . y la salverò - 
A 2. 

Pie. Và - T'Invola, indegno figlio, 

À' miei sguardi , al mio furore- 

Infelice genitore? 

Io tua vitti Eòa cadrò ; 

Và a salvar la mia nemica ... 

Togli al padre vita, e onore J - • 

Se tu scordi d'esser figlio; 

Maledirti anch* io potrò. 
Etóg. Non odiar , o padre , un figlio 

Che non merta il' tuo furore - 

Mi sei caro, o genitore... 

lo tua vittima sàrò.- 

À salvar vò 1* innocenza ^ 

Serberò a te vita, e onore* 

Renderai V amore al tìglio , 

Perdonarmi ancor t'udrò. 

(partono dà lati appaiti* 

SCENA III. 

Giardini reali ^Viali ombrosi - Da un lato , un Tem- 
pietto . XJm porta nel mezzo chiusa da Vetriata. * 
Fra le colonne che sostengono all'intorno il Tempiet- 
to, tante feriestre a vetri dipinti - Parte del palazzo 
nel fondo. La luna Illumina debilmente la scen$, 

PiliJppo ( avanzante da un viale : arrestandosi, 
* sospiroso, tristissimo. 

Fil. Ah ! calma io cerco invano 

All'oppresso mio cor .'-che orribil giorno 
Fu qnel che tramontò ! - Qui fra quest' ombre, 
Nel tranquillo silenzio della notte, 
Dell'aure al cheto susurraj, - trovava - 



Calma uha volta* - Ah r Allora 

Meco ella stava - e non è meco ognora 

QjelT adorata immigo « 

Scolpita ovunque io miro- 

Quei l'alito celeste 

In pura ebbrezza io spiro * 

Spato i soavi amplessi».. 

Q ìi i casti baci impressi ... 

E i* Eco dei giardini 

Par che rimandi al cuore intenerito 

Di quella vm% il Ciro suon gradito. 

Sparve l'incanto - ella non c'è - Infel'ce! 

( il tempietto vitm illuminato neli internò . 
Ella è rei - JJaman torse... un rogo.' oh Dio?..» 
Ma... è poi rea! - Se un'inganno.' che vegg' io? 

( nel volgersi vede il tempietto illuminato > 
Nel renaio tempietto « 
E qua! di sacre faci 

Insolito splendor! * e chi!..* Non erro - (colpito) 

SCENA IV, 

( Dalla vetriata della porta si vede Maria , vestita 
in nero , Colle mani giunte, capo chino, che ripas- 
setà nelle azioni che accenni Filippo) 

Fil. Ella ! . . . triste . . . sommessa . . . 

(*eme... piange.'... La*., sola!... 
Non ha chi la consola - (esita: poi deliberato s* 

avvia verso il tempietto. 

10 * (si ferma come colpito da terribile visione) 
Ma chi appar su quella soglia .'... oh cielo 1 
L'ombra del figlio mio!.. Lurida!.,, io gelo *> 

11 fatai nappo ha in una min - Coli* altra 
Mi respinge!... io soccombo - (cade. 

Mar. ( ripassando con tutta pena . 

Filippo ! . . . 
Pie*. ( scosso , e levandosi) li nome mio! - 
Mar. Anche tu mi abbandoni t - 
tifi, (commosso) 

Ahi! quai' accento ! - 



MAR. (con profondo sospiro e singhiozzo ) 

On sposo ! - 

Fil. ( in contrasto ) Ed io !.. . 

MAR. Tu sol mi r sv , o Do pietoso - 
Tu lo s<*$ se rea soa* io... 
Se innocente è questo cor. 
Tu confondi, o giusto Iddio, 
Il mio vile accusifor. 

Nei trionfo io sol desìo 
Del mio spaio il primo amor. 
Fil. (nélV anzia di sorpresa, emozione, esaltamento ^ 

fissandola sempre. 
Tu l' ascolti . . . o giusto Iddio ! - 
Qua! candore.' qual fervore! - 
Quanti affetti nel cor mio? - 
Ah 1 lo sento, vince amor. - 
Fil. (verso il tempietto) 
M ì i i i \ . . . sposa ' . . . 
Mar. ( colpita, con grido) Ove sei?., (s'alza. 

Oh! mio Dio.' - m'ascoltasti!- (escen&o con pre* 

capitazione ) 

Fil. (aprendo le braccia) 

Qui ... 
M ar. ( slanciandosi ) 

Sei tu ! - 
Fil. (abbracciandola) Sì, son io- 
Mar. (sospiro di tenero rimprovero) Tanto tardasti ! - 
FlL. Era teco il mio cor - Ma . . . 
Mar. ( come sopra ) Intendo-ancora 

Dubiti - Di Maria! - Tu! 
FlL. Non soa io 

Quello che deve giudicarti - I Pari... 

Quelle prove tremende . . . 

Il popolo... 
MAR. Sedotto - da chi affretta, 

E vuol mia morte. - 
Fil. E chi? 

(Dell' es.erno dei giardini s'odono varie voci coft- 
fuse che ripetono con furore e, veemenza* 
Voci Morte! - Vendetta! - 
Fil. Cielo! - e si ardisce! ed ii>Jw r 



Io già tremo per te*** 
KlAR. (con calma) ' Per me v r i Iddio. * 

( le vooi si accostano^ e unendosi, s'esprimono m 

Coro di dentro . 
Giustizia? - vendetta. 1 ...... 

Al rogo! - alla morte!... 
Regina , Consorte 
Non è piìi l' infida n 
Subisca sua sorte - 
Non trovi f>ietà n 
La vii regicida - 
± : 17 iniqua ! . . '< morrà . ( s 9 allontannanó, 

e si dispendono le voci* 

Fin. E soffrirò! - Vieti-.. - 

SCENA % 

( A de t Ario dal tempietto r e i precedenti.) 

Abe. ( con dignità ) 

Sire, il dì già sorge 

Della giustizia » II Tribunale augusto 

Ti chiama. - Già s' aduria - Il suo destino 

Ferma attende Maria. 

E in suo favor Dio presso a lei m* invia . 
Fifc, 0 tu, cui già sovente questo Dia 

Disvelò T avvenire 

Oh J parla . - 
Ade. (con ispiratione ) 

Ei la contempla - Il suo martiri 

17 impietosì - Del sacro altare al piede 

Ei di speranze mi parlò Mia fede 

Ripongo in esso. - 
Mar. É anch'io - 

Ade. Tu a giudicarne vai - ' 

Alla bontà celeste t'abbandona 

Nell'istante funesto - 

Va - compi il tuo dover. - Dio pensa al resto. - 

Fil. Ah, tu mi rassicuri - 
A te la lascio - a lèi 
Sii tu sostegno e guida * 



p Bsa l'amor mio, tutto t' affida * 

Di qu iT ara al piè ritorna: 

Frega il Nume - ei la difenda - 

Innocente a m% la renda, 

E de 1 popoli all'amor- 
Cara sposa... e cu perdona 

Al dolor, d* un genitor • 
Ei perduco un figlio avea, 

Gli dovea vendetta il Rè k 

Ma se rea Maria caiea.... 

tò rfnriva pria di te. t 
ViAb-Xiertèrissimà) 

M' ara ancora!... Ah! ne son degna. 

ADE. (li Filippo) 

Al consesso - % segni ascolta.- 

Fil. ( E spariscano una volta 

Mar. ( a 2. . „ j„i mio 

At f > * Dubbi, e pene dal " * cuor . 

àdk. { n r tuo 

Fil. Speriam che a mercede 

Di tanti tormenti 

Ci serbi a contenti 

Dal cielo li favor . - 

E tornin ^ue' lieti 

Bei giorni prirnieri* 

Di cari piaceri , 

ì)i pace , e d'amor. (Filippo parte 

■SCENA Vf. 
Maria , e abelario . 

MÀK. E torneranno poi 

QueMietl dì eh* ei spera/? , ♦ . 

ADI* - Vien, Regina - 

„ Quel Dio la di cui yo^e^ a me svelando 
n V alta sciagura tua , mi fè comando 
u D' abbandonar il mio solingo asilo , 
„ Non si degnò pur anco 
„»Di versar nell'incerta anima mia 
fi 11 tesoro dì sua fiamma celeste . . . 
» Ma mi rischiarerai V alza tremendo 



li braccio suo vendftator. • Rèsina* 
E' la tua prova a terminar vicina. - 
K Rassicurar ti dei . - 
Mar. Regina disfidar morte saprei . - 
Ma son madre. - lì ciel salvi 
Almeno l'onor mio. - 
Che se debbo m jrir, il figliò • oh Dio f a 
• Piangendo la mia morte , 
Non abbia àlmen... già sfortunato assai, 
Ad arrossir di me - 
AÒE. Nò : non morrai * 

t , L*odio t'opprime invano. - 

Co' sguardi scrutatori ( 
j| Io scenderò ne 1 cuori # 
Il Io vi saprò sorprendere il delittò . *l 
„ II mio ispirato accento 
„ Tradirà il sdo spavento, «• 
La casta fronte or cliina, 
£d a pregar con me* Regala, (pàrlèm 

SCENA VII. 

(Sala deitirìata ai Giudiz; dell'alta Corte dèi Pari. 
Elevato sopra varj gradini è il piano pe' Giudici. 
Sedie disposte. - lina distinta pel Presidente. - TV 
volitio avanti lui * un'altra pel gran Cancelliere, é 
i due Ségretarj . * Una sedia per Filippo alla de- 
stra • una alla sinistra per Pietro. - Fiu a basso 
una per Maria, ed altra vicina. - Guardie reali* 
Uscieri della Córte.) 

( 1 vàri Pari> ne' vestimenti distìntivi delle loro di* 
gnità 0 vanno adunandosi - e uniti poi cantano in 

Coro * 

Su no? s celeste spiritò, 
In sì gran giorno, ah, scendi. * 
Le nostre menti illumina, 
Accen ii - i nostri cor - 

Ahi Dì Giustizia un dì 



3| . 

Terribile cosi 

Mai sorse ancor . - 
( Air arrivo di Melun vanno alle laro $edie - fflelur»} 
occupa la sedia del Presidente . - Sopragiunge poi 
Pietro, seguito da due paggio che portano due ba- 
cili, su cui il Nappo , e V Qleander Nerium) 
Pie, E^c > le pixve del delitto - ed iò t 
A fier malgrado mio, 

Accusator qui stormir. - eco l'Augusto... (segnan- 
do Filippo che arriva . I Pari chinano il capa. 
FiL. Io qui non seri che il Padre 

Dell'immolata vittima - Compite, 

O Pari, il vostro sacro uffizio, (tutti siedono, 
Mel. ( agli Uscieri) Innoltri 

Or l'accusata, (gli Uscieri escono) 
Pie. ( Venga a udir sua morte . ) 

Fil. (Che palpito!^ 

SCENA VII{. 

(Gli UfQÌeri precedono Maria nel modesto vestimenti 
della Scena quarta. Apklario è al suo fianco} 

Ape. ( a Maria eh 9 è scossa al veder Filippo) 

Sii forte 

In tua virtù - 
Mar. ( elevandosi ) • 

Si: è meco 

L' angelo mio . 
Pie. (sorpreso, vedendolo) 

Addano ! 

Mel. (con rispetto ad Melario) m 

£ tu qui sefo 

A che vieni , 'q uom pio? 
Ade. ( mqrcatg ) 

Qui inviato a difenderla son' io 

Se l'innocenza resti oppressa. * 
M#r . ( volgendosi a Maria ) O donna ? 

Tu , da un sospetto orribile qui tratta 9 

Or mi rispondi. - Il ngme tuo? 
Mar. (sempre dignitosa) \ ftfaxia . * 



Mel. La tua patria? 



Mar. Il Brabante. 

Mel E l'età' tua? 
Mar. Vent' anai . 

Mel. Già saprai 



Di qual odiosa rrurt;e 
Accusata tu fcei .. 
Mar! Lessi il lib ilo infame... e ne fremei ■* 
Odi > r inv'dia , calunnia hanno concetto 
Queir atto d i menzogne % * 
Mel. E contro loro * 

La Giustizia de' Pari a te fu scudo! - 
Or tì difend 1 ; - Verità t* ispiri * 
Dio ti vede, p 
Mar. Égli è il solo appoggio , spemé 

Dell' 'innocenza . 
Mel. Dio & ascolta ! 

Mar. ed ei 

Giudicherà ! miei g udici, & 
Mel. H veleno 

Del regio Prence troncò 1 dì . - Quel nappo 
Infetto di veleno ài rinvenne 
Nelle tue stanze, sulla mensa, ancora 
Del banchettò funèsto 
A cui tu il Prence convitasti. - Questo 
Coltivato da te fior tuo diletto 
Ti ministrò il veleno - E che dirai 
Ora pur tua discolpa? - • 
Mar, Iq deplorai 

Di Luigi la sorte - 

Un mistero d* orror copre sua morte - 
E può svelarlo salo il CfeH - Ma voi, 1 

(prendendo contegno, severo, e forte , 
Pria d'invocar hi forza delle i gg\ , 
Non pensaste, che stan vicino al trono 
Taluni, che in lor core 
Odiavan la mia provveda potenza!.., 
(attenzione marcata dei Pari -moto di fremito in 

Pietro superato, interesse, di Filippo, 
Che l'odio spesso opprime V innocenza ! .. . 
Mel. E con cip che dir vuoi ? 



m 

MAH- Quei nappa, quel veleno innanzr a vqv 

M* hanno accasato. - Eòben . .. n^He m"e stanze 

(con foco crescente * 
In segreto taluno, a reo disegno, 
Forse averli riposti non potea? - 
Chi si qua! già s' avea 
Trama, ordito esecrabile?.*, e sull'orlo 

(con tutta energiq ... 

Dell'abuso già tratta, 

Vittima poi lanciarmi k. . . (poi con passione * 

E per nvglio involarmi 

Il cor d' aminte, ed adorata sposo... 
Pie. Di così nero dì perfidie cesso (alzandosi • 

E chi si può mii sospettar?. . . . 
Mar. (con tutta forza, e dignità ) Te stesso -(sorpre-* 
sa generale. Tatti gli sguardi su Pietro» 
Pie. (superandosi, e con affettata calma, e sommestione* 

10 che ognor la mia Regina 
Venerai con tal rispètto,! 

MAR. Mal celava l'odio, in petto 
Quel rispetto mentitor... 
Ma già forse in cela è scritto 
Ch'or si sveli il graft delitto.- (con solennità* 
E accusato ornai diventi , 

11 mio vile accusator . (sorpresa, ansia, mo- 

vimento : gruppi analoghi. 
Insieme. 

Fil, ( poi seco Melun e Corq ) Maria. 
Q^ale ardore in quell'accenti ! Protettor degli innocenti 
Par che un Dio le ispiri il cor! Dio colpisce il tradito^ 

PlfiTRC». ADELARIO. 

Qual mistero in quegli ac- Tu le ispira, oh Dio, gli ac- 
centi ! centi ! 
Non tremare, o deb'd cor. Squarcia il vel di tant'orror. 
9 ( firew Hlenzio. Mentre i Pari si ricompongono e 
Melun sta per ripigliar la parola, s'erte tumulto di 
fuori , e poi 
Una Voce (di fuori) 

I Pari!... il Re ! . . , 
Tutti (rivolti verso la porta) Quai grida!.. ... 
Mkl. Chi ardisce ? . ... s' avvicina ! . f , 



18 

La voce Lasciate . . . te R a gma 1 . . . (jcon forza. Pietra 
è agitatisstmo ; Addano l'osserva attenti mente, 
MjtL. (aali Araldi) 
Ola ! . . , 

SCENA IX. 

(Embrico nel massimo disordine, ansante n 
sforzando le guardie. 

Mar. (colpita) Chi veggo! 

Pie. (colpito, gittandosi a sedere) (Oh Dio!) 

Ade. f fissando Pietro) 

Tremo ! 
Mel. ( ad Emerico ) 

Chi s-i! - eoe vuoi ? * 
Ejhe. ( riavendosi ) 

Oh Pari ! . . . Sire ! . . . Voi ! - ( si firma con solen- 
nità^ 

Il giudizio sospendete - 
Cieco error vi conduce» * 
E sua vittima gemea 
La Virtù a perir vicina ? - 

Ma tremate - la Regina (con fermezza ,€ dignità* 

E* innocente J $ 
Fil. Ciel! - Che intendo? 

Mar. (e Adelario, sollevando le braccia) 

Oh Citi Giusto! 
?IE, (Oh periglio! * 

Filippo Melun € Coro. 

E ver sarà ! 
Insieme . 

Maria. EmerIco. 

Oh come rapida Non son più misero 

A quell'accanto Se a quell'accento 

La spenge al /anima La sua bell'anima 

Torna a brillar! Torna a brillar? 

0 Dio benefico, Io sò di renderle 

E' tuo portento, Gloria, e contema. 

Oppresso il misero E posso intrepida 

Non puoi lasciar. Lieto spirar. 



ttLifW è AmtAMó. 

Oh come rapida 
A quell'accento 
La speme ai.* anima 
Torna a brillar! 

Per iglio orribile/ 
Crucio tormento, 
Già si cominciano 
A dileguar. 



Pietro . 

Oh come 1* airrm 
A quell'accenno 
Da fieri palpiti 
Sento agitar' 

In cus; orr bile 
Fat il ci.ìleuco , 
O sort^ barbara^ 
Non mi lasciar* 



Melun è COROó 
Tra fosche tenebre 

A quell'accento 

Di luce mi raggio 

Veggo brillar. 
Sospetti orribili, 

In tal morrìento, 

Già si cominciano 

A dileguar* 

hi. (in tuono severo) 

Emerico ! à 
Mel. (grave) Ch'egli parli.*- 
FiL. Che non tema. 
Mel. ( ad Emerico ) Il delinquente fi . . 
Ems. (con fermezza) 

Io'l conosco. - (Pietro lo fissa ?» atto di terròr $ 

9 Ve preghiera^ 

Mel. Èbben* 
Pie. (inai contenendosi) (Oh Dio!) 
Emk. ( colpito dallo sguardo del padre , esitando ) 

Egli . . i 

Fil. (autorevole) Parla . - k 

ÌSme* (come spinto da forza interna) È* a voi presente^ 

; ( tutti gli sguardi iti, Pietro * 
Pie. ( &òà accento di fierezza 9 e angoscia ) 

Figlio ! . . * 
Mel. ( con forza) Segui . - 
Ade. (conimponenza e minaccioso) Il Reo!... 
ÌEìvie. (dopo aver guardato Pietro, e Maria, è delièerat®) 

Son io.- 



4& 

Tutti (con sorpresa) 
Tu' - 

Eme. (rassegnato) Punite . - 
ÌMap. Tu ! - 

Pie. ( Che igeante!) 

Eme. (mal reggendo) 

Morie ai -ssa . * 
Mar. (coi interesse) E di te itesio 

Vienila urti accusator f - 
Ema* (marcato) 

Sento ancor virtù nel cor . 
Mel. Che ti spinse all' :mp>o eccesso ì 
Eme. Dalla patria mia diletta 

M' esigilo Luigi un dì- 

A 1 la brama di vendetta 

Ut/ istante il cor s'apri. 
Mei». Ma tu lunge dalla corte 

Eri all'ora, di sua morte, 
iEmjs. Nò : celato io qui mi stava* 

fi perì. Già m'involava... 

Ma il rimorso m'arrestò. 

Cieco errore in ogni core 

La Regina rea chiamava. . 

Il mio Padre - neirefróre ( Pietro iàgitatissimò, 

Ch'or detesta - l'accusava... 

Voi potete il suo dolore 

Il rimorso suo niirar. » 

Oh Regina 1 - a lui perdona... 

E il suo figlio non odiar . % prostrandosi con 
grande espressione , e piangendo» 

Mar. (commossa) 

Sciagli a 1 ( Melun, e i Pari s' alzano. 
Fil. (a'piè di Miria e con trasporto) 

Un sposa / anca' io . . . 

A' cuoi p è f . . . 
Mel. e i Pari (prostrandosi) Regina (gruppo) 
Màr. (inttnenia j Oh Dio ! 

SpOM ! ( abbracciando Filippo) 

(,)ui - oavta - sorgete, (ai Pari) 
Mar. (segnando Emerico con passione) 

E di juì che fia! - qual sorte ! »' 



gèo (con fremito) 

Regicida J - Infamia! - morte i * 
Mar. (sospirando) 

Infelice ! . 
Emd. (con sorriso) Mi compiangi? 

Dio qui vede - Dio Io sa... (portando la mano ai 

cuore : marcato con fermezza ) 
S'io son degno di pietà* 
Coro Nò: non meriti pietà. 
Pie. (Io non merito pietà.) 
Mar. S'io per lui l'impetrerò f... 
Coro Nò: non y> è per lui pietà. 
Pie. (cori tntta angoscia) 

Sire.., figlio?... (per i scoprir si) 
Ème. (marcato, e subito) 
Padre - Addio ! - 



insieme. 
Fil. Mel. , è Coro . 
L'ora tremenda estrema 



Pel traditor già suona: 
A mòrte 1' abbandona 
Il Cielo punitori \ 
(a Màr.) Tu al séno ritorna 

Di tenero sposo, 

Contenti, riposo 

Ti serba l'amor. 

T' appresta a festoio 

Trionfo rì'onot. 



Marta. 

L'ora tremenda estrema 
Pel misero già suona : 
Già tutto l'abbandona * 
Ed io ne gemo ancor* 
Ritorno innocente 
Al sert dello sposo: 
Sorrido a festosa 
Trionfo d'onor. 
( Ad esso pietoso 
Perdona il mio cor*) 



Embricò. 
L'ora tremenda estrema 1 
Pel misero già suona: 
Già tutto m'abbandona... 
Dio sol mi resta ancor., 
In seti della tomba 
M'attende riposo - 
D'un viVer penoso 
Là cessi il rigor. 
Quel guardo pietosa l 
Consola il mio cor. 



Pietro. 
ora tremenda estrèma 
Pel misero già suona: 
Già tutta m'abbandona 
La forza del mio cor. 
In seno mi strazia 
Rimorso affannoso - 
M'opprime angoscioso 
Presagio d'orror. 
Invano rfposo 
Più spera U mìo cor 



Adélàrio. 

L'ora tremenda escrema 
Pel misero già suona: (terso Smerlo®* 
Gii tutto 1' abb ili dona ... 
Dia sol gli resta ancor. 

Mal cela nel senj (verso Pietro * 
Lo strazio affannoso - 
Respiro angoscioso 
Tradisce quel cor. 
Il Gelo riposo 
Non dà al traditori 
(Maria parte tra Filippo, eM lun ; accompagnata 
dal Coro e Guardie - Enterico fra guardie, precedu- 
to dagli Uscieri ~ NeWescire, abbracciasi con Pie- 
tro Pietro rimane immobile, cupo, concentrato- 
Adelario lo fissa attentamente. 

SCENA X. 

ADELARIO, FlETRO * 

Ade. Ri sta hwmto - Annientato 

Par da celesta folgore - Egli fisa 

Con fremito , e terrore 

Iny i$ b l ì oggetto - G eme . 
Pie. (alzandosi con raccapriccio, e tremante) 

Egli mujie ! 

Il suo teschio ribalza a damante - 

L'occhio spento riapre - oli' quale sguardo] - 

Agita i labbri - Un tardo 

Cupo flebile accento... (come fuor di se. 

Fra un singulto - lo lo sento - 

Per te , barbaro padi e! - 

E 9 ver - sì - V assassino , il reo son'io... 
Aee, [con foco) 

- luce I . . • 

Pie ( volgendosi , e colpito alla vista di Adelario J 

Adelmo! - Tu qui! - Nuovo terrore! - (e fugge. 
ADE li vrl si squarcia - L'empio si tradisce. 

Va -Ma Dio ti raggiunge, e ti colpisce, (e lo segue. 



SCENA xr. 

(Sala reale magnificamente parata pel trionfo d' Ma* 
ria - Trono - Guardie disposte - Gran Corteo - A- 
raldi che precedono - Cavalle ri - Gentiluomini di 
varj stati, Trovatori, Principi, Piri - Defilano, indi si 
disporranno al suono di brillante marcia alternata da 

Coro. 

Ecco già l'Iride... Brilla d'intorno 
Nunzia festevole di lieto giorni - 
Luce più vivida nel ciel risplende- 
Pace discende, sorride amor. 
Concento mistico festoso eccheggia i 
Già della gloria s'apre la reggia- 
Ali* Innocenza che riede al trono 
Rendete , o popoli , omaggio , onor # 
Di vivo giubilo nell'abbandono 
Di lei cantate , lei festeggiate 
Degna Regina de' nostri cor. 

• ' ' * 

Eli. Vieni, o sposa - Sul trono 

Cui tanto aggiungi tu splendor, primiero 

Te mia Regina adorerò . 
Mar. (co» modestia, e marcata) L'Impero 

Su i cor m*è caro -E s'io 

Regno sul tuo, negar a'prieghi mìei, 

Generoso qual sei , ' 

Un dono non vorrai... 

11 primo che sinor da te implorai* 
FlL. Tutto chieder tu puoi * 

Qui tu regni su me. Parla, che vuoi?» 
Mar» (con espressione) 

Quel misero Enterico. . . 
Fit. {.con impeto ) 

Chi ? - Emerico ! 

•Ir assassin di mio figlio ! • • » . 



» 



SCENA ULTIMA. 



A del ariò; Melun, e i precedenti. 

Àbe. Nò, Sire - egli è innocente - (arrivando) 

Mar. Ahi mei diceva il cor! 

Mel. Egli c un' eroe» 

Fil. E come?... e il traditore t . . , 

Ade. Fu suo padre. - 

friL. (sorpreso) Chi? r Pietro I - Èmpio ! & 

Ade. Ei già faauofe* 

Fil. Che dici ? - 

|,de. À me dinnarite * 

„ Egli s'era tradito - - e già tremante, 

„ Ansio da me fuggiva ; . . 

„ Ma con me T inseguiva 

„ ìJ Angelo punitore . - 

„ Giunse ai career del figliò. - Ivi Meluno 

„ A Emerico leggeva 

„ Il Decreto di morte - Egli è innocente., i 

j, Salvate il figlio mio! 

„ ( Ei ripete gridando:) Il reo son'io. 
fit. E il nobile Emerico!... 
Mel. Ei s'immolava 

„ Per salvar la Regina, 
E Fonor di suo padre - \ 
Fil. Ah! di tal figlia 

„ Un Re altero sarebbe > 
Ade. A stento allora* 

,i E quasi spinto da poter supremo, 

Tutte svelò V infame • - 

1/ esecrabili trame 

Onde perdei 1 Maria, di cui temeva 4 < 

E abboniva il poter - Opra fu, sua 

Il veleno > la morte di Luigi - 

<3iurò il ver de^suoi detti - Abbracciò il figlio. 

E poi, rapido al pari, di baleno, 

Trasse un pugnai, e se lo immerse in seno. 



4: 



I 



fj&. Perfida! * Morte al mio furor V invola - 
Mei*. „ E il suo figlio? - e chi adesso lo consoia 

„ In tanto affanno J - 
Ade. l\ Cielo, ed io - 

Mar. (a Filippo} Per lui 

„ Resa a te son: t' abbraccio* • « e siam felici^ 
Fil. E ognora la saremo . - 
Mar. Di mia vita , 

Di mie prove fur questi* . . e già passaro^ 
s I momenti piti barbari , e tremendi. ~ 

Ma dolce ora mi fia 

Ricordare col canto del contento 

li doloroso**, q fortunato evento - 



D* innocente -arderne core, 
Dell' età nei verde fiore , 
Fu condotta Mina in corte", 
Di gran Principe consorte - 
Adorata dal suo. sposo, 
Madre a figlio il più vezzoso d 
Sqorrea Mina i dì nei cielo 
Della pace, e dell'amor. 



Tutti (ripetono V ultimo periodo) 



Sorse Genio reo fallace - t 
Vinta aia da inique trame 
L'attendeva morte infame - 
Ma salvolla il Dio possente 
Che protegge V innocente ... 
Si riaperse a Mina il Cielo, 
Della pace a deli' amor * 



Tutti ( ripetono come sopra V * ultimo perìodo ) *" 



Mar. 



A turbarne amore , e pace 



Mar. 



Ah ! sì , nel seno 



Di pace , e amore 



Il nostro core 
Torna a gioir» 



te già sorrfdd 
Al bel pensiero 
Di lusinghiero 
Lieto avvenir. 

Felice in seno di pace, e amore 
Il vostro core torni a gioir. 

( Mzria è condotta sul Trono da Filippo - 
Tutù si pro$trano - Gruppi analoghi. J 



$inc del Melodramma* 



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